A Taormina si rende omaggio a Domenico Modugno
“Uomini in frac – omaggio a Domenico Modugno” è lo spettacolo che avrà luogo nella splendida cornice del Teatro Antico. Servillo: Modugno è un monumento della canzone italiana, il suo urlo a braccia aperte “Volare” proietta l'Italia dentro il boom economico, dentro la modernità del mondo, rivoluziona la canzone.
Cresce l'attesa per lo spettacolo “Uomini in frac – omaggio a Domenico Modugno” che avrà luogo nella splendida cornice del Teatro Antico di Taormina domenica 26 luglio alle 21,30.
Lo spettacolo è organizzato dal Comitato Taormina Arte e vuole ricordare la storica figura del cantautore e chitarrista originario di Polignano a Mare, considerato il padre della musica italiana e uno dei più prolifici artisti in generale, avendo scritto oltre 230 canzoni.
L'importante progetto, a cura di Peppe Servillo e Furio di Castri (con quest'ultimo che curerà anche la direzione musicale), vedrà in prima linea lo stesso Servillo (voce) e poi Javier Girotto al sax e al clarinetto, Fabrizio Bosso alla tromba, Fausto Mesolella alla chitarra, Rita Marcotulli al pianoforte, Furio Di Castri al contrabbasso, Cristiano Calcagnile alla batteria e infine Mimmo Epifani (voce, mandola e mandolino) e Mimì Ciaramella (voce e percussioni).
“Modugno è un monumento della canzone italiana – spiega Servillo – il suo urlo a braccia aperte “Volare” proietta l'Italia dentro il boom economico, dentro la modernità del mondo, rivoluziona la canzone, da allora in avanti non più figlia solo del bel canto. Modugno trasforma le melodie e il linguaggio, ma resta saldamente radicato nella tradizione popolare, ha un cuore antico e un linguaggio nuovo, se ne infischia delle mode, è un classico. Il suo atteggiamento estroverso sul palcoscenico, inoltre, lo ha trasformato nel primo vero interprete della canzone italiana. Alla domanda se “Uomini in Frac” sarà un omaggio fisiologico o una re-interpretazione, rispondo che saranno inevitabili i cambiamenti, perchè i tempi sono cambiati e la sensibilità musicale è diversa. Interpreterò in prevalenza la parte napoletana del suo repertorio, che mi è particolarmente congeniale. Il resto dei musicisti, ovvero il meglio del jazz italiano, tratterà molto liberamente il materiale di Modugno – conclude Servillo - senza quel timore di tradire l'originale che spesso si trasforma in snobistico distacco”.











